Per buona parte del tempo ci viene chiesto da che parte stare: a destra o a sinistra, sopra o sotto, con o contro.
Certo prendere una posizione è fondamentale, ma essere polarizzati ci butta nella dinamica del branco. Spesso la comunicazione parla alle viscere, quasi mai al cervello. È più facile travolgerci con un’onda alta di emozione, è come navigare in una tempesta di stimoli su di un guscio di noce. Ci viene chiesto di esserci e di esserci subito, ma la fretta fa prendere solo decisioni d’emergenza, le stesse che sono indispensabili quando devi sopravvivere a qualcosa.
Quando viviamo però, nelle cose ci devi entrare, le devi poter vedere da vicino, ti devi poter accorgere dei particolari per assimilarle, o per scegliere consapevolmente anche per ciò che riguarda te stessa.
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