Ogni volta che “sposto le tende” i miei margini diventano più marcati.
Se è vero che le radici sono importanti, ho nel cuore la certezza di non essere un fiore, che ad alimentarmi è l’andare più che lo stare.
Non l’ho capito guardandomi allo specchio, è successo osservando le mani di ogni persona che ho incontrato muovendomi.
Adoro le parole, ma i segni seminati su carta sono più liberi dalle sovrastrutture. Non ha a che fare con la tecnica, centra la capacità di lasciar andare, la generosità senza aspettative versata su un foglio.
Se fossi rimasta dove sono nata non sarebbe successo, non è per tutti così, sia chiaro. Il luogo di residenza che amo è il prossimo che visiterò, la versione di me che più mi assomiglia è quella a cui darò forma domani.
Buon viaggio.
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