Abditory

La mia amica T ha cinquantasei anni, fa la ruota sul prato del MauerPark e vince le gare di rutti.  Se vai nel suo ambulatorio di giorno ti cura, se vai a casa sua di sera ti ammala.  Dice sempre quella roba che tutto è velenoso, dice che è la dose a guidare la corsa.  Dice che è così per il cioccolato, i doveri e la passione.  La mia amica T coltiva segreti, ha un giardino complicato e, in fondo a sinistra vicino all’ulivo, ha costruito una serra grande quanto un gazebo. Nessuno può entrare, neanche Fonfo, il suo cane.  Da quelle quattro pareti di vetro sabbiato a volte esce musica, altre volte lei macchiata di colore. Nessuno può entrare, neanche Fonfo. Dice che il progetto della teca dei misteri è nato dopo una seduta con la dottoressa del cervello che a quanto pare è anche architetta.  Dopo averla montata con Jacek, l’amico polacco detto anche “il Cipinaro”, ci ha invitate tutte a cena, ha aperto una bottiglia di rosso, ha indicato la serra e ha detto: “la non può entrare nessuno, manco Fonfo”. Io e le altre ci siamo scambiate sguardi misti, poi abbiamo esultato e brindato.  T si è inventata un posto tutto suo, una tana. Dice che non aveva mai imparato a difendere il nucleo e che a volte sente di perdere l’equilibrio. Io le ho detto che forse è per colpa delle ruote che fa al MauerPark subito dopo i pasti, ma lei dice di no. ABDITORY (Inghilterra) - Letteralmente significa “un luogo dove si nasconde qualcosa”, in narrativa e in filosofia il termine si è vestito di sfumature emotive, si è trasformato esso stesso in uno scrigno (sia fisico che mentale), dove coltivare e proteggere le parti preziose di noi. Mi piace tutto di questa parola❤️
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La mia amica T ha cinquantasei anni, fa la ruota sul prato del MauerPark e vince le gare di rutti. 

Se vai nel suo ambulatorio di giorno ti cura, se vai a casa sua di sera ti ammala. 

Dice sempre quella roba che tutto è velenoso, dice che è la dose a guidare la corsa. 

Dice che è così per il cioccolato, i doveri e la passione. 

La mia amica T coltiva segreti, ha un giardino complicato e, in fondo a sinistra vicino all’ulivo, ha costruito una serra grande quanto un gazebo. Nessuno può entrare, neanche Fonfo, il suo cane. 

Da quelle quattro pareti di vetro sabbiato a volte esce musica, altre volte lei macchiata di colore. Nessuno può entrare, neanche Fonfo.

Dice che il progetto della teca dei misteri è nato dopo una seduta con la dottoressa del cervello che a quanto pare è anche architetta. 

Dopo averla montata con Jacek, l’amico polacco detto anche “il Cipinaro”, ci ha invitate tutte a cena, ha aperto una bottiglia di rosso, ha indicato la serra e ha detto: “la non può entrare nessuno, manco Fonfo”. Io e le altre ci siamo scambiate sguardi misti, poi abbiamo esultato e brindato. 

T si è inventata un posto tutto suo, una tana. Dice che non aveva mai imparato a difendere il nucleo e che a volte sente di perdere l’equilibrio. Io le ho detto che forse è per colpa delle ruote che fa al MauerPark subito dopo i pasti, ma lei dice di no.

ABDITORY (Inghilterra) – Letteralmente significa “un luogo dove si nasconde qualcosa”, in narrativa e in filosofia il termine si è vestito di sfumature emotive, si è trasformato esso stesso in uno scrigno (sia fisico che mentale), dove coltivare e proteggere le parti preziose di noi.

Mi piace tutto di questa parola❤️

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